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Un Dio che fa grazia
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Scritto da Massimo ( momo )   
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In una riflessione precedente, nel parlare del peccato, ho detto che malgrado la gravità di questo vero e proprio atto di ribellione...

Un Dio che fa grazia            Isaia 1; 18

 

“ Eppoi venite, e discutiamo assieme, dice l’Eterno; quand’anche i vostri peccati fossero come lo scarlatto, diventeranno bianchi come la neve; quand’anche fossero rossi come la porpora, diventeranno come la lana “. ( Isaia 1; 18 )

 

In una riflessione precedente, nel parlare del peccato, ho detto che malgrado la gravità di questo vero e proprio atto di ribellione, Dio ha scelto l’amore per le sue creature e con esso il perdono; e ho citato il passo del profeta Isaia che è riportato all’inizio: “ Eppoi venite e discutiamo assieme, dice l’Eterno ………”. Ecco, è su quel:
 “ Venite e discutiamo assieme “ che si gioca tutta la nostra storia.
Così come liberamente l’uomo ha rotto il suo rapporto con Dio, non osservando la sua volontà, liberamente deve tornare a Lui per ristabilire quell’armonia iniziale che fa dire in Genesi: “ Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono “:
Tornare a Dio riconoscendo di avere sbagliato e di non poter fare niente senza di Lui, questo è quello che ci viene chiesto per poter accedere al Suo  perdono e alla sua Grazia, dobbiamo quindi essere noi a fare il primo passo consapevoli che dall’altra parte è stato compiuto un passo immensamente più grande : “ Cristo è morto per noi quando eravamo ancora peccatori “.
Si legge nel libro del profeta Geremia: “ Convertimi ed io mi convertirò “, dobbiamo  prendere atto della situazione fallimentare in cui ci siamo messi e della incapacità  a cambiare rotta con le nostre sole forze, dobbiamo ammettere che abbiamo bisogno di aiuto.
 Ci viene chiesto di convertirci, di cambiare vita ma perché questo sia possibile è necessario riconoscersi peccatori, odiare il male che andiamo facendo a causa del nostro essere nella carne e desiderare di non cedere più alla tentazione.
Tornare a Dio diventa, questo si, un vero atto di liberazione, liberazione dalla schiavitù degli idoli del mondo.
Dio ci ama, cos’altro dobbiamo pensare dopo aver letto Giovanni 3; 16: “ Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unico figlio, affinché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia vita eterna “. Dio avrebbe potuto disinteressarsi di noi, dei nostri problemi, avrebbe potuto, in forza della Sua giustizia, farci schiacciare dal peso delle nostre responsabilità, eppure Lui il Creatore ha preso su di se, in Cristo Gesù, le nostre colpe e le ha cancellate con un atto di misericordia e di perdono. Poteva condannarci alla morte eterna e invece ci ha offerto la vita eterna e con essa la sua grazia.
 Ma dobbiamo essere noi a compiere il primo passo venite e discutiamo assieme “ poi  Cristo Gesù e lo Spirito Santo faranno il resto.
L’apostolo Paolo parla della salvezza in termini di Grazia: Siamo stati salvati per grazia e non per opere “ ( Rom. 11; 6 ) infatti se Dio non fosse intervenuto nella nostra storia, saremmo ancora delle pecore smarrite senza pastore in balia della nostra materialità. Ma la grazia non è solamente la libera benevolenza di Dio nei nostri riguardi, è anche la sua energia e la sua potenza, energia e potenza che attraverso lo Spirito Santo ci rendono  capaci di servire quotidianamente il Signore, è soltanto la grazia di Dio che ci può mettere in grado di fare ciò che è giusto e ci può far vivere una esistenza che ha un senso in quanto ha come fondamento la speranza del Regno di Dio che viene.
Si, la riconciliazione con Dio ha la capacità di trasformarci in profondità, è come se nascessimo di nuovo ma non più ad una vita vuota e senza senso, bensì ad una vita piena e consapevole, una vita che, non essendo più condizionata dal peccato e dai sensi di colpa, diventa capace di tradurre nel quotidiano le opere potenti della resurrezione, dice l’apostolo Paolo in 2° Corinzi 5; 17: “ Quando uno è unito a Cristo è una nuova creatura, le cose vecchie sono passate, tutto è diventato nuovo “.
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