Storia e Tradizioni
La Bibbia in poche righe | La Bibbia in poche righe |
| Scritto da Massimo ( momo ) | |||||||
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Apriamo questo nuovo spazio cercando di capire che cosa è la Bibbia. La parola "Bibbia" indica le Scritture dell'Antico e del Nuovo Testamento riconosciute e utilizzate dalle chiese cristiane nelle sue diverse denominazioni. Le altre due grandi religioni monoteiste presenti nel mondo: il giudaismo e l’Islam in qualche modo sono legate anch’esse alla Bibbia, il giudaismo perché fa riferimento alla Torah che è praticamente è il nostro “ Antico Testamento “, l’Islam perché fa riferimento al Corano che contiene al suo interno riferimenti e personaggi della Bibbia. LA BIBBIA (STORIA DELL'AMORE DI DIO PER N0I) IN POCHE RIGHE L'Antico Testamento La Bibbia comincia affermando, con un racconto ricco d’immagini, che il mondo é stato creato da Dio. In principio questo mondo é buono, e l'uomo, per la sua intelligenza, la sua libertá e la sua responsabilitá su tutte le altre creature, gode di un rapporto privilegiato con il Creatore. Ma l'uomo si é ribellato alla volontá di Dio, introducendo nel rapporto una rottura e un disordine dalle molteplici conseguenze: il male (il peccato) ha fatto irruzione nel mondo e con esso l'egoismo, l'ingiustizia, l'odio, la violenza, la sofferenza e la morte. Si racconta con la storia del primo uomo, della prima donna e dei primi fratelli, quello che é la storia dell'umanitá intera d’ogni tempo e d’ogni luogo. Dio decide di distruggere quest’umanitá corrotta (diluvio), ma nella sua generositá la salva da una condanna definitiva e totale (Noé). (Genesi 1-11) Poi, un giorno, Dio si rivolge all'umanitá per chiamarla a tornare verso di lui. Dio parla ad Abramo, lo chiama personalmente perché egli divenga il padre dei credenti di tutto il mondo ("la tua progenie sará numerosa come le stelle del cielo e la rena del mare" - "atfraverso di te saranno benedette tutte le famiglie della terra"). Abramo crede alla Parola di Dio e ubbidisce alla sua chiamata, e nonostante la sua fede sia messa duramente alla prova egli segue la volontá divina e si mette in cammino per stabilirsi in Palestina. In principio la promessa divina é vissuta all'interno della sua famiglia (i patriarchi). Con i figli di suo nipote, Giacobbe detto Israele, in seguito ad una carestia, la famiglia emigra in Egitto. Qui col tempo il popolo d’Israele viene oppresso e ridotto in stato di schiavitú da un mondo che non conosce Dio. (Genesi 12-50) Allora Dio interviene e chiama Mosé. É la grande epopea dell'Esodo: l'uscita dall'E-gitto, il passaggio del mar Rosso, la traversata del deserto verso la Palestina. Conse-guenza di questa grandiosa liberazione, con la quale Dio conferma la sua promessa, sará una vita vissuta nella riconoscenza e nel servizio secondo le indicazioni contenute nella legge che Dio dá a Mosé sul monte Sinai (il decalogo). (Esodo 1-20, Deuteronomio) Sotto la guida di Giosué, con una serie di combattimenti, il popolo d Israele conquista la Palestina. Le varie tribú si organizzano in una federazione comandata da capi ispirati detti Giudici. (Giosué - Giudici) In seguito per rinforzare la coesione interna e resistere meglio alle forze avversarie viene instaurata la monarchia. Dopo la sconfitta del re Saul, Davide é proclamato re da tutte le tribú (ca. 1000 a.C.). Egli riconosce i suoi limiti umani, si pente del proprio peccato, ama Dio sinceramente e scrive preghiere e canzoni che conforteranno per millenni generazioni di credenti. Suo figlio Salomone dará maggiore compattezza allo stato e costruirá a Gerusalemme un tempio per Dio "i cieli interi non ti possono contenere o Dio, nondimeno poni la tua benedizione su questa casa, ascolta la preghiera che da qui ti verrá rivolta e perdona". (1-11 Samuele, 1 Re) Eppure tutto ció non é che una realizzazione fragile, effimera, parziale, molto limitata. Alla morte di Salomone il regno si spacca in due: Israele a Nord e Giuda a Sud. In realtá il disegno di Dio non concerne solo un piccolo popolo ma tutta l'umanitá. Non si limita ad una razza o ad una nazione: é di un'altra dimensione. Concerne l'intera vicenda umana e la vita d’ogni persona. Sará questo il messaggio incessante dei profeti. Essi porteranno un giudizio di valore sugli avvenimenti e indicheranno Dio sovrano negli eventi gloriosi e in quelli tragici. Animati dallo spirito di Dio e sorretti da una coscienza che non cedeva al compromesso, non si stancheranno di riprendere severamente il popolo, la monarchia e la gerarchia religiosa, di denunciare tutte le falsificazioni della volontá divina, l'orgoglio delle istituzioni, la superficialitá dei singoli, l'incoerenza tra riti formali e ingiustizie sociali, la collusione con gli idoli di questo mondo. I profeti esortano, avvertono e minacciano, ma non vengono ascoltati. Allora sopravviene un avvenimento drammatico: i re d’Assiria e di Babilonia distruggono Israele (722 a.C) e Giuda (587 a.C). Segue la grande deportazione interpretata come un castigo divino. (II Re. Amos, Osea, Isaia 1-39) Ma ecco che in esilio, lontano da Gerusalemme, ci si ricorda del passato, ci si pente, si torna verso Dio, lo si chiama in aiuto, si spera. E Dio manda alcuni profeti ad annunciare il suo perdono, la sua grazia, un meraviglioso ritorno verso Gerusalemme e la venuta del Messia. (Isaia 40-55, Geremia, Ezechiele) Il ritorno a Gerusalemme si compie (539 a.C.). Il culto é restaurato. Esdra legge so-lennemente, davanti a tutto il popolo, la legge di Mosé. (Esdra, Nehemia, Isaia 55-66, Aggeo) A quest'epoca molti dei libri biblici prendono la loro forma definitiva, si rileggono le predicazioni dei profeti e le cronache di quel che era successo, ci s’interroga sul senso della vita, sulla vanitá delle cose, sul problema del dolore; si raccolgono sistematicamente le poesie e le preghiere che molti credenti avevano scritto nei secoli passati. (1-11 Cronache, Giobbe, Salmi, Proverbi, Ecdesiaste) Ma soprattutto si spera, si attende un nuovo intervento di Dio, e questa speranza diviene piú interiore, piú spirituale, piú pura, piú urgente. Il Nuovo Testamento Compare Giovanni Battista. Predica una giustizia morale e sociale; é venuto il momento di cambiare veramente vita perché un nuovo e definitivo intervento di Dio é imminente: "Il tempo é compiuto, il Regno di Dio é vicino! Convertitevi, cambiate mentalitá!" Chi ubbidisce alla sua predicazione viene battezzato con l'acqua, come segno esteriore di un ravvedimento interno. Anche Gesú va da Giovanni Battista per essere battezzato. Allora Giovanni lo indica a tutti: "É lui! É l'uomo su cui scende lo Spirito di Dio, egli vi battezzerá col fuoco!" Gesú annuncia l'amore di Dio ai poveri ed agli emarginati, guarisce i malati, libera gli oppressi, moltiplica il pane per gli affamati, combatte l'ingiustizia, dona a tutti una speranza nuova. Riprende la legge antica portando alle estreme conseguenze ció che essa conteneva in maniera implicita: le beatitudini, il comandamento dell'amore, il culto in spirito e veritá... Afferma che bisogna amare Dio nostro Padre e bisogna amare l'umanitá che é composta da nostri fratelli e nostre sorelle: l'amore riassume tutta la conoscenza di Dio. Egli critica duramente gli uomini che vivono una religiositá ipocrita, che riducono il rapporto con Dio ad una serie di pratiche e di precetti, che danno grande importanza a particolari insignificanti, ma deliberatamente non considerano le cose essenziali e calpestano l'altro. Molti seguono Gesú, ma molti anche lo temono per le sue denunce, per il suo comportamento anticonformista e soprattutto perché afferma che questo suo modo di vivere e di agire é voluto da Dio stesso. Quando parla di Dio dice: "mio Padre,... Colui che mi ha mandato,... Colui dal quale vengo e al quale torno...". Allora le autoritá religiose e quelle civili, individuando in Gesú un pericolo per il proprio potere, si accordano per eliminarlo. E Gesú, tradito da Giuda e abbandonato dai suoi, viene condannato a morte dal governatore romano Ponzio Pilato e crocifisso. La sua morte violenta provoca nei seguaci una crisi terribile, ma dopo tre giorni egli risuscita, come aveva annunciato, e si mostra ai suoi discepoli vivente, trasformato eppure sempre lo stesso. Le prime apparizioni di Gesú risuscitato lasciano perplessi. Ma a Pentecoste, per opera dello Spirito di Dio, la fede dei discepoli prende tutta la forza necessaria. Essi capiscono che quella morte é il prezzo di un amore giunto al dono totale di se stesso, é il segno per eccellenza della grazia di Dio. E in quella risurrezione, segno della vittoria operata da Dio, é anticipata la risurrezione e la vita eterna d’ogni credente. Gesú é il Signore dei vivi e dei morti, é colui che ha salvato l'umanitá liberandola dal potere del male. I discepoli divengono apostoli (= inviati). La loro vita consisterá ormai nel testimoniare e comunicare a tutti ció che hanno vissuto, visto e creduto di Gesú. Marco, Giovanni, Pietro, Paolo e tanti altri, predicano, scrivono la storia di Gesú e inviano lettere nella convinzione e nella fede che Egli é stato unico nel suo rapporto con Dio (Cristo/Messia, Figlio, Salvatore, Signore, ecc.) e che quel che é avvenuto nella sua persona ha una portala universale. Uomini e donne d’ogni tempo, d’ogni luogo e d’ogni condizione, sono chiamati a conoscere Gesú, la sua predicazione e la sua persona, e a trasformare il loro modo di vivere secondo la sua Parola. Lá dove Cristo é predicato, la fede é operante e l'amore verso Dio e verso i fratelli é vissuto, c'é la chiesa cristiana: un nucleo che testimonia e anticipa il mondo nuovo di Dio. (Evangeli, Atti, Epistole) Giovanni d fa intravedere, con una serie d’immagini, la realtá futura di questo mondo d’amore voluto da Dio: "Vidi un nuovo cielo e una nuova terra... Dio abiterá con gli uomini... asciugherá ogni lacrima dagli occhi loro, la morte non ci sará piú, né vi sará piú cordoglio, né grido, né dolore ... Ecco lo faccio ogni cosa nuova..." (Apocalisse) E con questa visione si conclude la Bibbia.
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