IL SERPENTE
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Scritto da Massimo ( momo )   
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“ Il serpente era più astuto di tutti gli animali selvatici che Dio, il Signore, aveva fatto. “ IL SERPENTE  Genesi 3; 1- a

 
“ Il serpente era più astuto di tutti gli animali selvatici che Dio, il Signore, aveva fatto. “

 
Vorrei proporvi una breve riflessione sulla figura del serpente.
Cosa è, o cosa rappresenta questo astuto animale, dotato di parola e intelligenza, creato da Dio?
La maggior parte dei miti sulla creazione ritenevano che questa, scaturisse nella sua perfezione, dallo scontro tra il dio e il caos primordiale, di cui il serpente sarebbe la raffigurazione.
Se noi seguissimo questa via dovremmo dire che l’uomo non è all’origine del male, ma che questi incontrando il male che lo precede si trova costretto a fare una scelta tra il serpente ( il male ) e Dio creatore ( il bene ).
Il testo biblico sembra escludere questa interpretazione essendo il serpente una creatura di Dio e quindi come appartenente al regno animale sottoposta all’uomo.
Altri miti vedono nel serpente una creatura, vicina all’uomo, simile a lui, che volendosi impadronire dei frutti dell’albero del giardino, ma conoscendone i rischi, preferisce mandare l’uomo, salvo poi appropriarsi dell’oggetto del suo desiderio.
Altri miti ancora vedrebbero nel serpente la raffigurazione di altri dei che distolgono l’uomo dalla sua alleanza con Dio.
Noi sappiamo benissimo che nell’antichità si credeva nell’esistenza di più divinità e che il popolo di Israele spesso si era lasciato tentare da queste false credenze.
Niente di nuovo sotto il sole, quindi, l’uomo di oggi da quanti idoli si lascia fuorviare, di quanti si rende schiavo?
Nel Vecchio Testamento non ci sono scritti che diano spiegazioni chiare sul serpente e sulla sua origine e il testo di Genesi non permette nessuna speculazione su questo, dichiarando che il serpente è una creatura di Dio e come abbiamo visto la creazione era “ cosa buona “.
Domandiamoci allora: quale è il più astuto degli animali creati da Dio?: la risposta è semplice: l’uomo.
Il serpente non è dunque, nient’altro che l’uomo, il quale, d’improvviso, forte delle sue capacità, si solleva contro Dio arrivando addirittura a voler essere come Lui.
Quanti re nell’antichità si sono fatti adorare come dio?
E’ in questo modo che Ezechiele traspone il racconto della creazione : il principe di Tiro era all’inizio nel giardino di Eden, ma poi la sua saggezza lo portò al commercio, il commercio alla potenza, la potenza al peccato, cioè all’abbandono di Dio e dei suoi comandamenti e perciò fu cacciato. Come si vede qui non c’è traccia del serpente, è l’uomo che decide autonomamente di trasgredire.
L’uomo, mangiando del frutto dell’albero, si crede capace di divenire come Dio, ma così facendo supera la sua condizione di creatura e Dio lo fermerà.
L’uomo vorrebbe essere Dio ma rimane uomo sulla terra.
Pensiamo a quale rischio corre oggi l’uomo quando attraverso l’ingegneria genetica può arrivare a clonare, cioè a creare esseri viventi e addirittura altri uomini?
Che dire dunque del serpente? E’ sicuramente una realtà dai molti significati, ma la Bibbia continua a proporcelo come interlocutore dell’uomo di cui ha la voce e l’intelligenza.
Il serpente quindi potrebbe rappresentare l’uomo nella sua volontà di essere Dio e di credere di poter fare a meno del suo Creatore, ma potrebbe rappresentare anche tutto quello che lo induce in tentazione: il potere anzitutto, ma anche la ricchezza, la conoscenza e quant’altro  allontana da Dio.
Il serpente potrebbe anche rappresentare il mondo così come l’uomo lo ha reso, con il suo disordine e il suo “ caos “, che così bene lo rappresenta, ed infine l’immagine ambigua di tutto ciò che attira l’uomo e lo allontana dalla sua vocazione originale.
Si, il serpente presentato in Genesi 3, potrebbe rappresentare tutto quello che si è qui detto, ma stiamo attenti a non farlo diventare un’ alibi per le nostre mancanze, perché se è vero che nel libro della Sapienza è scritto:“ E’ per l’invidia del diavolo che la morte è entrata nel mondo “, è anche vero che l’apostolo Paolo ci dice: “ Perciò, siccome per mezzo d’un sol uomo il peccato è entrato nel mondo………………. Molto più la grazia di Dio e il dono fattoci dalla grazia dell’unico uomo Gesù Cristo, hanno abbondato verso molti “. ( Rom. 5; 12-21 )
Cari fratelli nella fede, per la nostra salvezza rimaniamo fedeli al nostro Signore e Salvatore, testimoniando nel mondo, con la nostra vita che: “ non v’è sotto il cielo, nessun altro nome, che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad esser salvati “, che:  Cristo Gesù.
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