Storia e Tradizioni
La bella delle tre arance | La bella delle tre arance |
| Scritto da Il corsaro | |||||||
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C'era una volta un giovane principe che si divertiva a fare i dispetti a tutti. Un giorno lanciò un sasso contro una finestra, si affacciò una vecchietta arrabbiata, che gli gridò: - Dio non ti dia del bene fino a quando non avrai trovato la Bella delle tre arance. Il giovane non ebbe più pace, allora prese un bel cavallo e partì per il mondo alla ricerca della fanciulla. Girò in largo e in lungo, chiese a tutti quelli che incontrava se conoscevano la Bella delle tre arance, ma nessuno seppe dargli informazioni. Mentre stava tornando a casa, incontrò una vecchina. - Giovanotto, dove sei diretto? - Torno a casa. - Dove sei stato mai? Hai i vestiti tutti stracciati. - Ho cercato tanto la Bella delle tre arance, ma non l'ho trovata. -Allora ascoltami: vedi quella montagna? In cima c'è un bellissimo castello, e lì abita la fanciulla che stai cercando. Ma è difficile avvicinarla perché il castello è stregato: un vecchio cancello sbatte forte e non fa passare nessuno, e nel cortile fa la guardia un cane feroce che abbaia e spaventa tutti quelli che si avvicinano. Il principe non si perse d'animo: prese un fiasco d'olio per ungere il cancello e un pezzo di carne per gettarlo al cane, e così riuscì ad entrare nel castello. Appena fu dentro, si trovò davanti una lunga scala di vetro; mise il piede sul primo scalino, ma una voce lo fermò: Piano, fate piano, che le scale son di vetro! Allora si tolse le scarpe e piano piano salì. In cima alla scala trovò un servitore. - Cerco la Bella delle tre arance, é qui che abita? - domandò il giovane. - La fanciulla abita qui, ma sta dormendo e nessuno può destarla - rispose il servitore. Poi consegnò al giovane tre arance e gli disse di aprirle sulla via del ritorno e la bella si sarebbe svegliata. Così fece: aprì la prima arancia e gli apparve una bellissima fanciulla con i ricci biondi, che gli chiese:
La fanciulla, così come era apparsa, sparì. Dispiaciuto, aprì la seconda arancia. Apparve una ragazza dai capelli rossi, anche lei bellissima, gli fece la stessa domanda, ma la risposta fu sempre la stessa. Così anche la seconda fanciulla sparì. Il giovane principe, disperato, pensò che gli era rimasta una sola possibilità e non la doveva sprecare. Aprì la terza arancia e gli apparve una bellissima ragazza con i capelli neri, che gli chiese- Hai da rivestirmi? - Sì, ecco il mio mantello - e subito la coprì, e lei rimase. - Dove mi porti? domandò la fanciulla. - Ti porto dal re mio padre. La condusse vicino a una fonte e le disse: - Aspettami qui, vado a prenderti dei vestiti ed una carrozza per condurti al palazzo, e là ci sposeremo - . E partì di corsa. A quella fontana, dovete sapere, andava a prendere l'acqua una ragazza tanto brutta, quanto cattiva e invidiosa. Vide la Bella lì e si sentì morire dalla gelosia. - Che ci fai qui?- le chiese poco garbatamente. - Aspetto il figlio del re, che è andato a prendermi i vestiti e la carrozza. - Oh, non vorrai andare con lui così spettinata! Vieni che ti pettino, ti metterò un bel nastro tra i capelli, così il principe ti troverà più bella. La brutta si avvicinò, prese uno spillo e glielo conficcò nel collo. La Bella cadde a terra priva di sensi e, mentre cadeva, dalla sua bocca uscì una colomba bianca. La cattiva rinchiuse la Bella delle tre arance dentro una botte e prese il suo posto vicino alla fontana. Quando il principe ritornò rimase molto male: - Oh, mamma mia! Ma non è la ragazza che ho lasciato. Com'è brutta! Forse non l'ho guardata bene - pensò; ma ormai le aveva promesso di sposarla e, per mantenere fede alla parola data, la fece salire sulla carrozza e si avviarono verso il palazzo. La colomba, intanto, seguiva la corrozza. Strada facendo incontrarono una gatta che miagolando cantava: Miao, miao, la gatta sul pagliaio, la bella damigella rinchiusa in botticella, la brutta scafarotta il figlio del re se la porta. Il principe ascoltava senza capire che cosa volesse dire la gatta che, intanto, continuava a ripetere: Miao, miao, la gatta sul pagliaio, la bella damigella rinchiusa in botticella, la brutta scafarotta il figlio del re se la porta. Quando arrivarono al palazzo, tutta la corte era pronta a festeggiare le nozze del principe e la tavola era già sontuosamente apparecchiata. Immaginatevi il re e la regina come rimasero quando videro la sposa così brutta! Ma fecero buon viso a cattiva sorte e si dette inizio alla festa. Intanto la colombina volò in cucina e fece bruciare gli arrosti e i dolci di tutte le qualità che i cuochi avevano preparato, così che gli ospiti si dovettero accontentare dei carboni. Alla fine del pranzo la colombina volò sulla tavola e depose in ogni piatto un confettino. Quando arrivò sul piatto della ragazza brutta ci lasciò un bisognino. La brutta, indispettita, ordinò alle guardie: - Uccidete subito quella colomaba! - Ma il principe si insospettì e volle seguire l'animale. La colombina volò fino alla botte, dove era rinchiusa la bella. Allora il principe, con la spada, sollevò il coperchio e vide la fanciulla. La tirò fuori che sembrava morta, ma la colombina con il becco le picchiettò la testa e la Bella aprì subito gli occhi e sorrise al giovane. Il principe fece arrestare subito la ragazza brutta, e fece preparare subito un nuovo banchetto nuziale. Sposò la Bella delle tre arance, e vissero felici e contenti per tutta la vita. Se non vi è piaciuta questa novella raccontatela una voi più bella tratto da www.Terradimaremma.it
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