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Storia e Tradizioni
Il Cece
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Scritto da Il corsaro   

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La bella delle tre arance
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Scritto da Il corsaro   

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Buchettino
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Scritto da Il corsaro   

C'era una volta una donna che aveva un figlio piccino picciò e lo chiamava Buchettino. Buchettino aiutava spesso la mamma a spazzare la casa e un giorno, sotto un mattone, trovò un centesimino. - Che ci fo' con questo soldo? - chiese alla mamma - Figurati, che ci fai! compraci dei fichi. E così fece; comprò un cartoccio di fichi, se li mangiò tutti e poi buttò le bucce nell'orto. La mattina dopo il ragazzino trovò una bella ficaia e, siccome aveva sempre fame, salì sull'albero per farsi una bella scorpacciata di fichi. Mentre era su che mangiava passò l'orco. - Buchettino, che fai lassù? - Mangio i fichi - Dammi un fichino! - No, che mi mangi! - No, che non ti mangio!

Buchettino, Buchettino, dammi un fichino col tu' bianco manino!

Buchettino buttò un fico, ma andò a finire nella cacca. - Vedi dov'è cascato? Non lo posso mangià.

Buchettino, Buchettino, dammi un fichino col tu' bianco manino!

  • No, che mi mangi!
  • No, che non ti mangio! Buchettino alla fine si lasciò convincere, staccò un fico e lo porse all'orco che, come un fulmine, afferrò il manino e in men che non si dica il ragazzino si ritrovò nel sacco dell'omone brutto e cattivo. Col sacco sulle spalle l'orco si avviò verso casa. Ad un certo punto si fermò.
  • Perché ti sei fermato? - chiese Buchettino.
  • Devo fa' un bisogno
  • Allora va' più là, sennò sento la puzza! L'orco andò un po'più lontano.
  • Si sente la puzza?
  • Si sente eccome! Va' più là -, e l'orco andò un po' più lontano.
  • Ora si sente la puzza?
  • Sì, tirati più là. E più là e più là, l'orco si allontanava sempre di più. Allora Buchettino tirò fuori dalla tasca un coltello, tagliò il sacco, lo riempì di sassi e scappò.
  • Accidenti Buchettino, quanto pesi! - brontolò l'orco quando sollevò il sacco, e si rimise in cammino. Quando arrivò nei pressi di casa urlò -

Mogliera, mogliera, metti al foco la caldera, ch' ho chiappato Buchettino

La moglie mise la caldera sul fuoco. L'orco entrò. - Bolle l'acqua? - Bolle bolle! - Metti dentro Buchettino ch'è dentro il sacco. L'orchessa aprì il sacco e i sassi scivolarono giù, la caldera si sfondò e l'acqua bollente finì sulla donna grossa, brutta e cattiva. - Ah Buchettino, me l'hai fatta grossa! - urlò l'orco - ti chiappo, tanto ti chiappo e ti mangio! - - Chiappami se sei bono! - Maledetto Buchettino, dove sei? - Sul tetto! - E come hai fatto a salì? - Ho messo pentole su pentole, pentole su pentole e so' arrivato quassù. L'orco prese le pentole e una sopra l'altra, una sopra l'altra, andava su, ma ad un certo punto quella torre crollò, l'omaccione volò giù, sbattè la testa su un sasso e non si alzò più. Buchettino ritornò a casa tutto contento che si era sbarazzato dell'orco e della moglie, salì sulla ficaia e si fece in santa pace una bella scorpacciata di fichi.

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Scovanido
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Scritto da Il corsaro   

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Il pecoraro
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Scritto da walter   
Canto legato al mondo pastorale maremmano , di cui affronta , nel rapporto tra il pecoraro e la sua amata , le sofferenze e le difficoltà di una vita aspra , legata ad i ritmi della transumanza delle greggi

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Bella ti do'
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Scritto da Staff Vivigrosseto   

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Ti vo'nsų
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Scritto da walter   
Notissima ballata maremmana, forse una delle piu' note, caratterizzata da uno stile  giocoso e burlesco, ritratto della  vita nel piccolo paese, ancora attuale ad i tempi nostri; forse e' questo uno dei motivi per cui questo canto riscuote popolarità ed apprezzamento ancora oggi , anche tra i giovani. Il ritmo allegro, il fare della donna l'oggetto dello scherno, la semplicità delle rime, rendevano questa canzone una delle piu' cantate dagli uomini per alleviare le fatiche del duro lavoro

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Maremma amara
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Scritto da walter   

Ritratto popolare della Maremma e dei suoi ritmi di vita: la lettura lenta e sofferente delle strofe della ballata scandisce i ritmi della Maremma, lenti come le acque della palude, sofferti come il duro lavoro dell'uomo in questa terra faticosa.

Maremma Amara : un canto di amore e di odio, di speranza e delusione ; in queste poche, semplici e sofferenti strofe sta tutta la Maremma. Maremma Amara , la cui origine risale probabilmente alla prima metà dell'ottocento, e' considerata a buon diritto, l'inno della Maremma.

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Maggio
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Scritto da walter   
Tipico festeggiamento, ancora oggi molto sentito in Maremma, che si ripete ogni anno nella notte tra il 30 aprile ed il 1 maggio (la notte dei maggerini): e' tradizione per le genti di Maremma organizzarsi in gruppi ed andare per le campagne ed i poderi a "cantare il Maggio" con canti propiziatori di fertilità, legati a rituali della tradizione popolare e della civiltà contadina.

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Vocabolario e modi di dire Maremmani N-Z
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Scritto da Elena   
Alcuni termini e modi di dire della gente di Maremma dalla N alla Z 

 

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