Un pomeriggio a Paganico

Autore Elena Fazzi

Dopo aver effettuato un’escursione virtuale a Civitella Marittima, è ora il momento di soffermarsi sull’ “altra metà del comune” , ovvero il paese di Paganico, di qualche kilometro più vicino a Grosseto, sulla strada che porta a Siena ma anche su quella che dal capoluogo va al Monte Amiata.

Paganico, così come la maggior parte dei centri maremmani, racchiude in sé una storia quasi millenaria che si vede nelle strutture difensive, religiose e artistiche ospitate nel suo centro storico. La sua fondazione dovrebbe risalire addirittura al XII secolo e la sua struttura urbanistica è molto particolare in quanto si sviluppa seguendo due assi, perpendicolari tra loro, al cui incrocio c’è proprio il centro.

A livello di costruzioni religiose, da evidenziare è sicuramente la Chiesa di San Michele Arcangelo, che è di origine duecentesca, nonostante le sembianze attuali rimarchino le ristrutturazioni che sono state effettuate nel seicento e nel settecento (il campanile stesso, che si trova dietro la chiesa, è stato costruito interamente nel XVIII secolo). A livello strutturale, la facciata, molto semplice, si compone di un portale sovrastato da un arco a tutto sesto e da un piccolo rosone, mentre all’interno l’unica navata culmina con l’abside, impreziosito da un ciclo di affreschi trecenteschi che raffigurano le Storie di San Michele Arcangelo.

Le strutture difensive sono forse il fiore all’occhiello del paese e ne raccontano la storia, con gli interventi in epoca senese, gotica e cinquecentesca che si susseguono proprio come hanno fatto i vari governi alla sua guida. La struttura di base delle mura è rimasta comunque quella del XIV secolo, con una pianta quadrangolare e le quattro torri, una per lato, che avevano funzioni di avvistamento. Delle quattro porte esistenti ne rimangono oggi tre, ovvero Porta Gorella, Porta Grossetana e Porta senese, quest’ultima sicuramente la più caratteristica in quanto facente parte di quello che viene definito il Cassero senese, costituito da due corpi addossati, di cui uno dall’aspetto di una torre, e riportante sull’arco interno della porta lo stemma della città di Siena. Quello che accomuna tutte le strutture difensive del paese sono i materiali in cui sono costruite e che danno quell’aspetto inconfondibile all’insieme del paese, ovvero la pietra e il laterizio.

Per finire, un’occhiata alle costruzioni civili che consistono nel Palazzo Pretorio, risalente al XIV secolo e sede, nel corso dei secoli, della magistratura senese e della  residenza della famiglia Patrizi, fino ad essere destinato ad uso privato, e nel Palazzo del Vecchio Ospedale che ha fatto sì da ospedale, ma anche da magazzino e da frantoio.

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