Santa Fiora tra arte, storia e natura

Autore Elena Fazzi

Una delle perle del Monte Amiata è senz’altro il paese di Santa Fiora che consente un percorso ricco di storia, storia dell’arte e natura che affascina il visitatore. Già nel IX secolo si hanno notizie del piccolo centro amiatino, anche se si deve aspettare un paio di secoli prima di trovare una citazione in cui vi si fa riferimento, e in particolare si cita il “Castello di Santa Flore”, una delle fortificazioni volute dagli Aldobrandeschi che anche a Santa Fiora, così come, in pratica, in tutti i centri della Provincia di Grosseto, hanno lasciato la loro forte impronta. Un’altra famiglia importante per le sorti del paese è stata la famiglia degli Sforza che molte risorse ha dedicato alla sua valorizzazione artistica e storica, come è possibile rilevare dalla collezione di maioliche di Andrea della Robbia, ancora oggi conservate nella Pieve delle Sante Flora e Lucilla.

Proprio questa struttura religiosa è una delle più importanti del paese per la sua varietà stilistica che risente degli stili medioevali, rinascimentali e settecenteschi derivati dalle varie ristrutturazioni. La sua facciata, divisa orizzontalmente in due parti, accoglie un portale d’ispirazione rinascimentale e un rosone dal gusto gotico mentre all’interno si individuano tre navate sormontate da archi a tutto sesto. Quanto alle terrecotte robbiane, realizzate tra il 1465 e 1490, sono questi gli elementi che si possono ammirare: l’incoronazione della Vergine, le Stimmate di san Francesco e San Girolamo decorato con festoni di foglie, frutta e fiori, tutti racchiusi in un trittico; i pannelli del pulpito; il Crocifisso e una pala con la Madonna della Cintola e santi.
Se a simboleggiare lo stile barocco ci pensa la Chiesa del Suffragio, lo stile trecentesco è rintracciabile nel Campanile della Chiesa di Sant’Agostino, che fu però edificata nel 1600 sulla preesistente Chiesa di San Michele Arcangelo. Di particolare rilievo in quest’ultima è una Madonna col Bambino della scuola di Jacopo della Quercia. Settecentesca è invece la Chiesa di Santa Chiara che con la sua facciata a capanna, decorata con lesene e un timpano triangolare, rappresenta una delle architetture religiose più semplici ma allo stesso tempo più sfiziose del paese.

Passando invece alle costruzioni civili, è da vedere sicuramente il Palazzo Sforza Cesarini, situato sulla piazza principale del centro storico. Di origine cinquecentesca, ha sostituito la vecchia Rocca Aldobrandesca, di cui però rimangono le due torri, ed è diventato sede residenziale della famiglia Sforza: strutturalmente consististe in una serie di edifici l’uno attaccato all’altro, anche in stili diversi ma comunque in pietra, caratterizzati da porte ad archi tondi, eccezion fatta per una che presenta un arco gotico. Le due torri, l’una, più alta, denominata “aldobrandesca” e l’altra, più bassa, denominata “dell’orologio”, sono a base quadrata e hanno mantenuto il loro aspetto medievale.

Il Palazzo ad oggi è sede del Museo delle Miniere di Mercurio del Monte Amiata che racconta in sei sale la storia mineraria della zona con documenti, oggetti, attrezzi e immagini; presente anche la ricostruzione dell’ambiente di una miniera in cui il visitatore può immedesimarsi completamente nei minatori che per secoli hanno lavorato “sotto terra”.

Chiunque visiti Santa Fiora, infine, non può fare a meno di entrare nella famosa Peschiera che colpisce subito per il suo affascinante specchio d’acqua, che raccoglie quelle provenienti dalle sorgenti del Fiora. Probabilmente allevamento di trote in epoca aldobrandesca, raccoglie oggi l’eredità sforzesca e fa parte di un parco praticamente unico nel suo genere.

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