Due passi a Montieri

Autore Elena Fazzi

Da sempre famoso per la ricchezza dei boschi che lo circondano e per l’attività estrattiva che almeno fino al secolo scorso ha garantito delle buone entrate al paese, Montieri si adagia sulla fiancata dell’omonimo colle a 700 metri sopra il livello del mare.

Nato forse sui resti di un antico centro etrusco, il borgo, data anche la sua posizione, è stato fin dal medioevo conteso fra Massetani, Senesi e Volterrani fino a quando entrò a far parte a metà ‘500 del Granducato di Toscana.

A livello turistico, Montieri è interessante  per gli edifici religiosi, civili e militari: partendo dalla prima tipologia, occorre menzionare la Pieve dei santi Paolo e Michele che vanta una struttura esternamente semplice (facciata tripartita con portale centrale, due monofore e un piccolo rosone in alto) ma internamente ricca con diverse tele risalenti al XVII, tra cui anche una attribuita a Alessandro Casolani.

C’è poi l’antichissima Chiesa di san Giacomo Apostolo, risalente addirittura al XII secolo, come rivela la sua facciata in pietra senza ornamenti particolari oltre ad un arco a tutto sesto sovrastante il portale d’ingresso e le trifore laterali di chiara ispirazione romanica; per finire uno sguardo alla più moderna Chiesa di San Francesco, che comprende anche un convento e che si presenta come un ambiente unico preceduto, all’esterno, da un porticato. All’interno preziosi sono due dipinti di Giuseppe Nicola Nasini e l’altare di Baldassarre Peruzzi, ispirato a quello presente nella Cattedrale di Siena.

Le architetture militari consistono essenzialmente nelle mura di cui si ha traccia fin dal X secolo ma che oggi corrispondono, almeno per quanto rimane, alla ricostruzione trecentesca, dopo che la struttura originale era stata irrimediabilmente danneggiata.  La scarsa attenzione che nel tempo si è prestata nei confronti delle mura ci ha consegnato oggi una struttura incompleta con la presenza delle sole tre torri perimetrali (tra cui la Torre Narduzzi e la Torre Biageschi), che vanno ad aggiungersi a quella che è stata poi inglobata, come campanile, nella già citata Pieve dei Santi Paolo e Michele. Interessante anche il Cassero senese, risalente al Duecento e che si trova in posizione dominante sull’abitato.

Passando infine alle costruzioni a destinazione civile, si individua il Palazzo Papi Matii, un imponente palazzo che al di sotto del suo porticato ospita le caratteristiche Fonti di sopra, ovvero piccole fontanelle d’acqua che in passato costituivano, insieme alle coeve Fonti di sotto, il principale mezzo di approvvigionamento di acqua per il paese. Il suo aspetto esteriore, con una facciata in mattoni, è dovuto alla restaurazione novecentesca in stile neorinascimentale che ha sostituito le vecchie pietre squadrate per rendere il complesso più accostabile al palazzo Comunale che proprio in quegli anni l’architetto Porciatti stava portando a termine. E proprio a proposito di quest’ultimo, la prima cosa che balza all’occhio è la notevole somiglianza con il Palazzo della Provincia situato in Piazza Dante a Grosseto, anch’esso realizzato dal Porciatti e anch’esso recante elementi di stile neogotico.

Altri contenuti della categoria

Situata nel comune di Sorano, a pochi kilometri dai resti etruschi e nel cuore dell’Area del Tufo, S...
Mare cristallino, scogli e lidi sabbiosi, Monte Argentario offre, a livello di turismo, un panorama...
Il turismo balneare è sicuramente una delle risorse su cui poggia maggiormente l’Isola del Giglio ch...

allestimenti palloncini grosseto