Castiglioncello Bandini e Sasso d'Ombrone

Autore Elena Fazzi

Aggirandoci nella zona del Monte Amiata ci sono due piccoli paesi che raramente vengono indicati come mete turistiche ma a cui invece si può dedicare qualche ora se si va alla scoperta del comprensorio amiatino: Castiglioncello Bandini e Sasso d‘Ombrone. 

Poco conosciuto ma sicuramente affascinante, è,appunto, il piccolo borgo di Castiglioncello Bandini, oggi abitato ormai solo da un centinaio di persone ma una volta fulcro importante a livello politico per la zona. In epoca medievale, infatti, fu costruito per controllare il territorio di Cinigiano e con il suo castello costituiva una delle fortezze più importanti del comprensorio. Il nome è dovuto alla famiglia senese Piccolomini-Bandini che per secoli rimase in possesso del castello, che in pratica, oggi, costituisce gran parte del paese.

Castiglion del Torto, questo il nome del castello, ad oggi ci appare come una costruzione neomedievale ma il suo aspetto attuale è il risultato di numerose ristrutturazioni che ne hanno modificato quello iniziale. La sua struttura si costituisce di due torri, l’una a pianta quadrangolare, l’altra a pianta circolare, e altri corpi addossati che formano il fabbricato principale: ognuna di queste parti presenta anche proprie caratteristiche stilistiche di epoche diverse come ad esempio  la merlatura della torre quadrangolare di stampo ottocentesco, o il cortile tra i vari corpi che è in stile rinascimentale. Sul lato che dà sul paese è presente anche un arco che funge da porta d’accesso dalla piazza principale del paese. E’ proprio su questa piazza che sorge la piccola chiesa di San Nicola, molto semplice nella struttura e nelle decorazioni ma con un campanile degno di nota con la sua struttura in pietra.

In posizione strategica è situato anche Sasso d’Ombrone che proprio del fiume ha fatto nel corso dei secoli il suo punto di riferimento. Del castello costruito in epoca aldobrandesca ormai rimangono solo alcune rovine sulla sommità del paese ma importante, ed ancora esistente, è la Chiesa della Madonna del Soccorso, di cui si hanno notizie già nel ‘500 e che custodisce un’immagine venerata della Madonna. I vari signori che si sono succeduti al suo governo, come gli Ardengheschi, la Repubblica di Siena e i Buonsignori hanno più o meno tutti ritoccato la Chiesa di San Michele Arcangelo, già nota nel ‘200 ma notevolmente modificata tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900: al suo interno è ospitato un crocifisso in legno policromo di scuola quattrocentesca senese.

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