Arte, cultura e storia all'Isola del Giglio

Autore Elena Fazzi

Chi pensa all’isola del Giglio ovviamente non può far altro che pensare alle stupende bellezze marine e della costa che ogni anno fanno registrare il tutto esaurito negli alberghi, richiamando migliaia di turisti. Al Giglio però non si va solo d’estate per godere delle spiagge e delle scogliere, ma si può fare un giro anche nei periodi meno caldi, tante sono le offerte dal punto di vista storico, archeologico e architettonico.

Innanzitutto va specificato che i primi insediamenti nell’isola risalgono già dall’Età del ferro, con gli Etruschi e i Romani che dominarono in successione la zona. Segni evidenti di questa antica storia sono i resti che si possono ammirare nella Caletta del Saraceno a Giglio Porto: è la Villa Romana dei Domizi Enobarbi che, oltre alle mura e ai mosaici e affreschi rinvenuti durante gli scavi, comprende anche una vasca per l’allevamento dei pesci che affiora dall’acqua. Di origine medievale invece, la Torre del Saraceno, situata non distante dalle rovine, che deve il suo nome, così come la Caletta, ad un’ invasione ad opera appunto dei Saraceni che provocò gravi danni all’isola e alla sua popolazione. Rimanendo nei dintorni di Giglio Porto, altra struttura fortificata è la Torre del Lazzaretto, così denominata perché, una volta esaurita la sua funzione di avvistamento voluta da Cosimo I de’ Medici, che la fece costruire, ospitò proprio un lazzaretto. Ultima torre della zona costiera è la Torre del Campese, posizionata in località Giglio Campese, che viene ricordata soprattutto come strenuo baluardo nella difesa contro i continui attacchi pirateschi che l’Isola ha dovuto subire nel corso della sua storia.

Salendo su e giungendo a Giglio Castello, che raggiunge i 405 metri s.l.m., possiamo continuare ad ammirare affascinanti architetture storiche, non ultime le mura che cingono interamente il centro abitato e si aprono solo in prossimità delle porte; lungo il loro perimetro si incontrano 10 torri, 7 a pianta rettangolare e 3 a piante circolare, che risalgono le une al periodo medievale, le altre all’epoca rinascimentale. Volute dagli Aldobrandeschi, hanno sofferto le incursioni piratesche e hanno necessitato nel corso dei secoli di numerosi interventi di ristrutturazione che ne limitassero i danni provocati. Porta della Rocca, la porta sicuramente più significativa, è il pertugio che conduce direttamente a quella che è forse è la costruzione più suggestiva dell’Isola, ovvero la Rocca Aldobrandesca. Probabilmente eretta già nel X secolo, passò nelle mani degli Aldobrandeschi, dei Pisani (ed infatti è conosciuta anche come Rocca Pisana) e dei Medici (il cui stemma rimane sul punto di accesso) fino a vedere, nel ‘700, anche l’affiancamento di una cappella dedicata a Santa Barbara. Infine, da citare sicuramente tra i luoghi da visitare la Chiesa di San Pietro, sempre a Giglio Castello, che fu costruita nel XV secolo e che ospita una reliquia di San Mamiliano. Dal punto di vista storico-artistico, di particolare valore è il Crocifisso del Giambologna, proveniente dalla collezione di Papa Innocenzo XIII che lasciò parte della sua collezione proprio a questa chiesa.

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