Alla scoperta di Civitella Marittima

Autore Elena Fazzi

A ridosso della Provincia di Siena e ai piedi del Monte Amiata sorgono i due piccoli borghi di Civitella Marittima e di Paganico che insieme formano il comune che riunisce le loro denominazioni e anche le loro ricchezze: sì, perché questi due centri, nonostante le loro dimensioni, accolgono storia, arte e natura a cui un attento turista non potrà rinunciare.

Andiamo dunque a scoprire per prima Civitella Marittima che colpisce innanzitutto per la sua posizione: è inconfondibile il suo profilo che fa da sommità alla collina che la ospita e che rapisce anche per la splendida vallata che domina, brillante di giorno e ammaliante al tramonto.

Tra la ripida e fitta rete di strade che solcano il paese, si scorgono alcuni resti della storia del borgo che già intorno all’anno 1000 lasciava testimonianze della sua esistenza: la cinta muraria, di forma ellittica e di origine medievale, sostituì una precedente cinta etrusca (ben visibile tra l’altro la loro sovrapposizione nel tratto nord occidentale) e si mantiene oggi in alcuni frammenti, mentre dell’originale porta di accesso alla città, ovvero Porta degli Uomini, rimane solo un rudere.

La maggior parte delle costruzioni del paese risale comunque all’epoca rinascimentale, come è facile intravedere dalle case e dalla Porta Piccina, l’unica dell’impianto difensivo originario ad essersi mantenuta in buone condizioni: il tipico mattone utilizzato nel Rinascimento toscano le caratterizza e le rende inconfondibili.

Proprio vicino a Porta Piccina si trova palazzo Pecci, di origine cinquecentesca e riportante lo stemma della  famiglia che lo possedé, mentre rimanendo nell’ambito delle costruzioni civili, sono interessanti il pozzo che si trova in pieno centro storico e Palazzo Franceschini, una volta sede del Municipio.

A livello di costruzioni religiose ci sono da evidenziare l’Oratorio della Misericordia, del tardo ‘500 ma ristrutturato nel ‘700, e la Chiesa di Santa Maria in Montibus, che deve la sua particolarità alla contemporanea presenza di elementi medievali, dovuti alla prima edificazione intorno all’anno 1100, di elementi seicenteschi, come il campanile, e di elementi otto-novecenteschi, risalenti alla ristrutturazione che fu completata in quegli anni.  Degna di nota anche l’acqua santiera del XV-XVI secolo che si trova al suo interno.

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