Tra salvaguardia riuso, tante espressioni artistiche contemporanee e idee per il futuro, ecco come la città partecipa alla propria città

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Comunicato stampa
Autore redazione

Una presentazione illustrativa interessante, quella dei più importanti recuperi architettonici realizzati dal Comune negli ultimi anni, che si è tenuta a Massa Marittima sabato scorso nell’ambito della rassegna provinciale “La Città Visibile 2012”. Si è trattato di un convegno sugli interventi realizzati su aree ed edifici storici della città e delle sue frazioni. E chi poteva meglio raccontarli se non i professionisti che in prima persona hanno progettato e realizzato queste trasformazioni. Così alla tavola rotonda hanno partecipato: l’architetto del Comune di Massa Marittima, Sabrina Martinozzi, che si è occupata del recupero della miniera di Niccioleta e della realizzazione in quell’area di un polo tecnologico, il perito industriale Giacomo Insalaco dello studio Tecne 2006 che ha collaborato con l’architetto del Comune Domenico Turla al recupero e alla messa a norma del Mattatoio Comunale, l’ architetto Antonio Troisi studio MTA di Milano che si è occupato del progetto di recupero e valorizzazione della cinta muraria cittadina e l’architetto Paolo Mori dello Studio CMT di Siena, che ha illustrato le fasi dei lavori che hanno portato al Palazzo dell’Abbondanza così come è oggi. Gli oratori hanno affrontato nel corso della tavola rotonda i principali passaggi degli interventi e gli effetti che questi hanno prodotto sul tessuto sociale e urbano della città. Il convegno si è svolto alla Sala dell’Abbondanza che ha ospitato una mostra contestuale allestita con pannelli esplicativi degli interventi svolti e al piano superiore di una carrellata delle visioni del paesaggio urbano attraverso l’obiettivo dei fotografi del gruppo Fotografico di Massa Marittima. Presente alla tavola rotonda il Sindaco di Massa Marittima Lidia Bai che ha commentato: “questo è l’esempio di come il lavoro congiunto degli uffici pubblici e delle realtà locali possano unirsi per raggiungere uno stesso scopo, la restituzione ai cittadini di luoghi antichi o caduti in disuso, rendendoli di nuovo visibili e fruibili. L’intento di questa Amministrazione, in linea anche con gli indirizzi dell’Unione Europea in materia, è quello di tutelare e allo stesso tempo riutilizzare i luoghi, monumenti ed edifici di interesse per scampare ad un percorso autoreferenziale che trasformi quelle ricchezze in museo e garantire invece una ricca circolazione di idee che renda oggi usabili quei luoghi e che immagini per essi possibili vite future”.

Nell’ambito del pomeriggio dal titolo “Gli interventi di restauro-recupero tra tutela e valorizzazione” si è tenuta anche la premiazione del concorso di idee “Luoghi abitati” lanciato sempre nell’ambito de La Città Visibile, dall’associazione culturale Art@ltro, con la collaborazione dell’associazione culturale Iride, per la valorizzazione del percorso urbano tra Via Moncini, i vicoli della città vecchia e la Torre del Candeliere a Massa Marittima. Il concorso ha visto un’ampia partecipazione di cittadini professionisti e non che hanno presentato ognuno nella propria forma grafica, idee per il miglioramento del percorso pedonale che dalla parte bassa del paese sale all’alto centro storico. La Commissione giudicatrice composta dal vicesindaco Luana Tommi e dagli architetti Alessandra Contino e Gian Paolo Bonesini ha assegnato il premio a Chiara Beni e Francesca Betto per “ Il nastro rosso”, una proposta progettuale La proposta progettuale in cui le due proponenti hanno tracciato un itinerario dinamico, accessibile, funzionale, sempre mutevole e versatile, che lega in un’unica trama le vie e i vicoli di una città dal “cuore antico e lo sguardo giovane”. Menzioni speciali sono poi andate al progetto di Giulio Conti e Bernardo Claus “Nuove visioni urbane” che hanno privilegiato un arredo urbano in equilibrio tra la conservazione della vecchia città e l’impiego di materiali contemporanei e a Claudio Ulivelli che con i suoi “Messaggi fotografici” ha pensato un percorso di risalita concepito come mostra fotografica a cielo aperto. Infine un riconoscimento agli altri partecipanti: Rita Patti, Marta Gambazza, Gianfranco Pardini, Annarita Tiezzi e ad un fuori concorso di Costanza Soprana che ha immaginato tre possibili soluzioni per superare il problema della forte pendenza di Via Moncini, rendendola così più accessibile e attrattiva. E intanto ad arricchire la via di collegamento della città ci hanno pensato dieci artisti realizzando su idea di Gian Paolo Bonesini stendardi coloratissimi e dai soggetti più vari che pendono appesi lungo l’antica strada. Loro sono: lo stesso ideatore Bonesini, Rita Brucalassi, Angela Casagrande, Teresa Celeste, Claudio Cenerini, Verena De Neve, Marta Gambazza, Antonella Giordano, Andrea Massaro e Jovanka Milanko.

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