Legambiente: “Controproducente chiudere le strade provinciali alle bici, occorre trovare le risorse per metterle in sicurezza”

Legambiente chiede alla Provincia e alla Regione Toscana di rivedere la scelta di chiudere alle bici le strade dissestate, disponendo i fondi per risolvere l’attuale situazione

“Siamo consapevoli che la decisione di chiudere alle bici alcune strade provinciali dissestate sia stata dettata da un lato dalla necessità di tutelare i ciclisti e dall’altro dalla mancanza di fondi – spiega Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente – ma rimane comunque una decisione controproducente per l’economia del nostro territorio, soprattutto se non saranno trovate in breve tempo le risorse per rimediare alla situazione. Interdire il traffico delle biciclette va contro lo sviluppo del cicloturismo, che il nostro territorio sta promuovendo faticosamente negli ultimi anni attraverso investimenti e infrastrutture importanti. La nostra provincia ha potenzialità immense per far crescere questa forma di turismo. Questo provvedimento riguarda soprattutto aree periferiche e marginali, che, oltre a dover convivere con infrastrutture disastrate, si vedranno negata la possibilità di uno sviluppo economico legato proprio alla crescita del cicloturismo. Chiediamo quindi alla Provincia di Grosseto e alla Regione Toscana di rivedere la scelta disponendo i fondi per risolvere l’attuale situazione e mantenere il reticolo di strade secondarie che costituisce un grande patrimonio”.

Per Legambiente la Provincia di Grosseto ha sempre rivestito un ruolo fondamentale per il nostro territorio, molto vasto e poco popolato. Il processo di smantellamento delle province, avviato ormai da anni, sta avendo ripercussioni gravissime sulla capacità di garantire i servizi minimi con conseguenze tangibili in vari ambiti, come per esempio quello della viabilità.

Il nostro territorio sta finalmente imboccando la strada del cicloturismo e sembra illogico dare segnali in controtendenza. Si pensi a progetti ambiziosi quali la Ciclovia tirrenica, curato proprio da Legambiente, o alle importanti infrastrutture come il ponte ciclopedonale sul fiume Ombrone che stanno per essere realizzate, o alle tante strutture ricettive che hanno puntato e investito molto sui servizi legati al turismo sulle due ruote. Per tutti questi motivi la Maremma si candiderà fortemente a divenire un luogo di vacanze in bicicletta per tutto l’anno, come hanno ampiamente dimostrato iniziative quali il Cicloraduno nazionale FIAB, che lo scorso giugno ha portato a Grosseto oltre 500 cicloturisti da tutta Italia ed Europa.

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