La Crocifissione bianca di Chagall è il quadro preferito di Papa Francesco

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A cura di Antonia Pesare. Grosseto.

Il quadro preferito da Papa Francesco? "La crocifissione bianca" di Marc Chagall, 155cm x140 cm, dipinto nel 1938 e conservato presso l'Istitut for Art di Chicago. Lo spiega lui stesso nel libro intervista “El Jesuita” uscito nel 2010 in Argentina e curato dei giornalisti Francesca Ambrogetti e Sergio Rubin.
Il quadro è considerato un'opera simbolica che ha come tema principale le sofferenze del popolo ebraico perseguitato, nell'Europa centrale e orientale, e descrive un mondo pieno di crudeltà e barbarie.
Nell'opera Chagall racconta una sua personale visione del Cristo, ritratto al centro del quadro secondo la tradizionale iconografia del Christus patiens, che per lui rappresenta sia l'ebreo perseguitato che le vittime innocenti.
Il quadro è molto intenso e dinamico, possiamo constatarlo osservando il continuo movimento delle persone raffigurate principalmente con il grigio e il bianco. Il crocifisso si distingue per la sua grandezza, la sua posizione e il panno che avvolge i suoi fianchi, caratterizzato da alcune decorazioni ebraiche.
Tutto intorno vediamo scenari di disordine che si confondono in un ambiente avvolto nella disperazione del popolo ebraico durante le persecuzioni antisemite naziste e bolsceviche: alla nostra destra c'è un uomo in uniforme nazista che sacrilega la sinagoga e un altro che salta, nel tentativo di scavalcare, un rotolo della Torah in fiamme mentre a sinistra le “bandiere rosse” saccheggiando e appiccando il fuoco alle case di un villaggio, forse Vitebsk, rappresentate da un gruppo di casette distrutte e capovolte. Su una barca eccessivamente carica, alcuni profughi chiedono aiuto da un battello altri tentano di salvarsi e sembrano fuggire dal quadro come l'uomo anziano con la camicia azzurra e l'altro con il rotolo della Legge in mano mentre nello sfondo scuro, in alto, notiamo alcuni rabbini disperati e una donna.
In tutto questo, l'unico raggio di luce è quello che penetra dall'alto e illumina la figura del Cristo che non mostra tracce di sofferenza e sembra chinare la testa per non guardare. Chagall lo raffigura senza i caratteristici segni di una morte sofferente perché vede nella sua figura un simbolo efficace ovunque per esprimere la miseria del suo tempo e l'unica speranza che resta all'uomo.
Per far risaltare il carattere universale della sofferenza, inoltre, vi è ai piedi della croce il candelabro a sette braccia della tradizione ebraica. Per lui Cristo è colui che avvicina le sofferenze degli uomini allo Spirito ed è il simbolo stesso del popolo ebraico perseguitato.

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22 marzo 2013

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