SACCHI DI SABBIA CONTRO LE ESONDAZIONI A GAVORRANO

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GAVORRANO. Sacchi di sabbia per proteggere le abitazioni dalle esondazioni dei corsi d’acqua. E’
la soluzione trovata dal Consorzio di Bonifica Alta Maremma per evitare disagi ed allagamenti nella
zona di Gavorrano e Potassa. Il dubbio però su quali siano le competenze delle pubbliche
amministrazioni e dei consorzi di tutela del territorio per evitare le alluvioni e mantenere fossi e
corsi d’acqua puliti rimane, soprattutto in chi nelle campagne delle Colline Metallifere è spesso
interessato da esondazioni, zone che magari in passato non avevano mostrato criticità e che
invece in questo scorcio di autunno hanno già patito alcuni disagi.
Per la quarta volta in poco più di un mese infatti il bivio della Menga, località nel territorio del
comune di Gavorrano a pochi chilometri dalla frazione di Potassa, è finito sotto un mare di fango
a causa delle difficoltà di stabilire precise responsabilità sulla manutenzione del territorio fra il
Consorzio di Bonifica e l’Amministrazione provinciale, stando almeno alle testimonianze di chi in
quella zona ha poderi, abitazioni o semplicemente terreni da coltivare. Al centro della
problematica ci sono le cunette a bordo strada, i fossi che costeggiano la vecchia Aurelia ed i
due corsi d'acqua della zona: dalla frazione di Potassa al bivio per Gavorrano infatti, sempre
percorrendo la statale vecchia Aurelia, non esistono da anni cunette visto che con il passare del
tempo sono state occupate da canneti, erbacce, terra e cumuli di sporcizia. Risultato: con le
forti piogge delle scorse settimane l’acqua ha invaso strade e campi limitrofi portando con sé
sporco e terra. Quanto ai corsi d'acqua nella zona della Menga, i fossi “Rigiolato” e “Del Melo”,
sono anch'essi ostruiti da canneti, ammassi di rovi e rifiuti d'ogni genere non riuscendo così a
recepire l’acqua in arrivo.
I residenti della zona hanno provato a farsi sentire con chi deve mantenere pulito il territorio,
ovvero la Provincia per i fossi adiacenti alla strada ed il Consorzio per i due torrenti secondo
quanto loro comunicato dagli enti direttamente interessati, ma senza ottenere risultati. Il
problema è che in caso di incidenti o danni i responsabili comunque vanno trovati: esiste ad
esempio una sentenza di Cassazione penale numero 9175 dell’8/3/2012 che ha condannato per
omicidio colposo il responsabile della pulizia stradale della provincia di Latina perché le cunette
intasate avevano causato l'allagamento della strada e la morte di un uomo in seguito a un
incidente stradale.
Nonostante siano passati ormai già molti giorni dagli ultimi forti acquazzoni la terra spalata dal
centro dell'incrocio è ancora ammucchiata a bordo strada, le cunette ed i fossi sono colmi di
detriti e i sacchi di sabbia rimangono in bella mostra a difendere casolari e terreni, sperando che
bastino per evitare nuovi allagamenti.
Michele Nannini

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