Spot pubblicitario “Agevolazioni sulla casa” del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti trasmesso dalle reti RAI

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Da alcuni giorni i palinsesti radio-televisivi della RAI propongono una pubblicità promossa dal "Ministero delle Infrastrutture e Trasporti" dai contenuti forvianti, in merito dei quali riteniamo doveroso far chiarezza nell'interesse della collettività.

Lo spot prevede che ogni proprietario immobiliare, con una semplice comunicazione da inviare al Comune può ristrutturare, dividere o unire più appartamenti con il relativo accatastamento al quale provvederà direttamente il Comune; pertanto il cittadino che vede tale pubblicità pensa che tutto sia più facile e anche più economico, visto che lo stesso spot riporta come non ci siano spese tecniche ed oneri concessori .... peccato che ciò non risponde al vero .... solo pubblicità ingannevole e per giunta da un ente governativo.

Se diamo uno sguardo alle nuove norme l'art. 6, comma 2, del D.P.R. n 380/2001, così' come modificato ed integrato dalla Legge n 164/2014 (di conversione del Decreto "Sblocca-Italia", prevede la possibilità di eseguire opere di attività' edilizia libera comprendenti: "Lettera a): Gli interventi di manutenzione straordinaria di cui all'articolo 3, comma 1, lettera b), ivi compresa l'apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne, sempre che non riguardino le parti strutturali dell'edificio"; tale definizione e stata integrata dall'art. 17, comma 1, lettera c), legge n 164/2014 con: "Nell'ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere …." .
Il comma 4 del medesimo articolo 6 del citato D.P.R. n 380/2001, prevede che l'interessato trasmetta all'amministrazione comunale la comunicazione di inizio dei lavori ASSEVERATA DA UN TECNICO ABILITATO, il quale "attesta, sotto la propria responsabilità , che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti ...".
E’ quindi più che evidente che un libero cittadino, autonomamente, non possa provvedere a far eseguire le tipologie d intervento sopra citate in completa autonomia.
A dar valore alla norma vi è la disposizione del comma 7 del ridetto articolo 6 la quale prescrive che la mancata comunicazione dell'inizio dei lavori di cui al comma 2, ovvero la mancata comunicazione asseverata dell'inizio dei lavori di cui al comma 4, comportano "la sanzione pecuniaria pari a 1.000,00 euro".
Riguardo all’ aggiornamento degli atti catastali vi è in realtà una disposizione normativa poco chiara.
Sempre a seguito dell’ intervento dello Sblocca-Italia l’ art. 6, comma 5, del D.P.R. n 380/2001 e stato modificato disponendo che la comunicazione di inizio dei lavori sia valida anche ai fini dell’ obbligo di aggiornamento del nuovo Catasto Fabbricati ed inoltrata da parte dell'amministrazione comunale ai competenti uffici dell'Agenzia delle Entrate.

Dalla testuale lettura della norma non è quindi il Comune che provvede all'aggiornamento catastale, ma semmai l’Agenzia delle Entrate a seguito dal ricevimento della comunicazione di inizio dei lavori, eventualità solo teorica visto che nella pratica non risulta fattibile, dato che l’aggiornamento catastale prevede la redazione di propri elaborati tecnici volti alla definizione della rendita catastale; pertanto si evidenzia che, anche laddove l’ Agenzia delle Entrate/Ufficio del Territorio fosse in grado di adempiere a tale disposizione, ciò non avverrebbe sicuramente senza corresponsione degli oneri derivanti dalla predisposizione degli atti di aggiornamento d'ufficio.
Preso atto di quanto sopra, risulta evidente come la pubblicità di cui all'oggetto sia ingannevole, come definita dall'articolo 20 del decreto legislativo 206/2005 dell'ordinamento giuridico italiano: "qualsiasi pubblicità che in qualunque modo, compresa la sua presentazione, sia idonea ad indurre in errore le persone fisiche o giuridiche alle quali è rivolta o che essa raggiunge e che, a causa del suo carattere ingannevole, possa pregiudicare il loro comportamento economico ovvero che, per questo motivo, sia idonea a ledere un concorrente".
Il tutto risulta dovuto e doveroso nell'interesse della cittadinanza, di tutti i proprietari immobiliari ed in ultimo nel rispetto di una dignità professionale negata da tale spot pubblicitario.

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